Spettacoli
Locandina di Oggi Sposo, uno spettacolo di Matteo Cirillo

Oggi Sposo

Monologo Brillante · 2018 · 70 minuti · di e con Matteo Cirillo · Regia Duilio Paciello

Un ragazzo sull'altare si sta per sposare: ci sono gli invitati, il bouquet, il frac, la musica, sembra tutto pronto ma c'è un piccolo dettaglio: manca la sposa. D'altronde non si può volere tutto dalla vita no? Oggi Sposo è un monologo brillante in cui, attraverso situazioni comiche, drammatiche e ironiche, lo sposo racconta quel giorno, anzi quei secondi in cui si è innamorato per tutta la vita: “ci vogliono solo 8.2 secondi per innamorarsi di una persona, ma potrebbe non bastare una vita per dimenticarla”. Lui non riesce a scordarla e soffre, ma per fortuna accanto a lui ci sono i suoi migliori amici che lo hanno sempre aiutato: Tavernello, Xanax e Dottor Petrella.

Si dice che l'amore è eterno finché dura. Ma finché dura che cosa? L'amore o la vita? Lo sposo dichiara amore eterno alla sua amata non solo in questa vita, ma anche per tutte quelle che verranno.

Premi e riconoscimenti: spettacolo vincitore del festival Inventaria 2020. “Miglior spettacolo” e “Miglior attore” alla V edizione del Premio Traiano. “Miglior spettacolo” al Festival TAC — Theatre and Cinema di Roma. “Miglior attore” al Premio della Città di Leonforte. Spettacolo finalista della rassegna “Salviamo i Talenti 2021” del Teatro Vittoria.


Locandina di Ce l'ho, ce l'ho, mi manca, uno spettacolo di Matteo Cirillo

Ce l'ho, ce l'ho, mi manca

Monologo brillante · 2024 · 70 minuti · con Matteo Cirillo · Regia Ariele Vincenti

Spettacolo che può essere effettuato anche dentro una vera edicola o semplicemente in teatro con un’edicola costruita sul palco.

Uno spettacolo che racconta le edicole e il loro ruolo d'istituzione pubblica, in grado di raccogliere negli anni le molte umanità che nel tempo l'hanno attraversata. La storia di Carlo, terza generazione di “giornalai”, è quella di molti altri e, man mano, fa riaffiorare ricordi sopiti dal tempo: dalle figurine Panini e l'agguerrito mercato ai pezzi mancanti, come l'iconico Pizzaballa, alle Settimane Enigmistiche con la tanto amata rubrica “forse non tutti sanno che”. I “Cioè” che hanno segnato i ragazzi di quattro diverse generazioni, fino alle notizie che hanno tenuto un Paese intero col fiato sospeso, dall'ingresso delle truppe alleate sino alla tragica storia di Alfredino.

Progetto Edicole
Il 12 luglio 2024, all'interno dell'edicola abbandonata di Piazza Testaccio a Roma, è andato in scena per la prima volta lo spettacolo “ce l'ho, ce l'ho, mi manca”. Il progetto “Edicole”, prodotto da Progetto Goldestein, ha lo scopo di fungere da cassa di risonanza per gli stessi edicolanti e per chi, quotidianamente, denuncia questa crisi e s'impegna per porvi rimedio. Negli ultimi 15 anni le edicole italiane sono passate da 42.000 a 11.000. In media, dal 2018, hanno chiuso circa 4 edicole al giorno, registrando una riduzione del 26% dei punti vendita esclusivi, e sono scomparse dal 35% dei comuni italiani. Allora, per una sera l'edicola mette via la sua veste quotidiana e diventa lo scenario dove raccontare storie: perché di spezzoni di vita l'edicola ne vede tantissimi, tutti i giorni, e la sua stessa esistenza e sopravvivenza sta diventando una storia da raccontare.


Matteo Cirillo in Peter Norman - L'eroe dimenticato

Peter NormanL'eroe dimenticato

Monologo civile · 2026 · 60 minuti · con Matteo Cirillo

La storia di Peter Norman, il terzo uomo della fotografia sportiva più famosa del Novecento, che pronunciando con convinzione quattro parole, gli sono costate quarant'anni di vita.

Città del Messico, 16 ottobre 1968, sul podio dei duecento metri olimpici, Tommie Smith e John Carlos alzano il pugno guantato di nero contro la segregazione razziale. Accanto a loro, immobile con una piccola spilla sul cuore c'è un terzo uomo: bianco, australiano, sconosciuto. Si chiama Peter Norman.

Quella sera Peter ha appena corso i 200 metri più veloci nella storia dell'atletica australiana, un record che resiste ancora oggi. Avrebbe potuto sorridere, prendere la medaglia e tornare a casa da eroe nazionale invece ha fatto un'altra cosa: ha detto a due uomini che non aveva mai visto prima quattro parole “I'll stand with you” “sto in piedi con voi” e lo ha pagato per quarant'anni.

Un monologo di teatro di narrazione che racconta la storia dimenticata del terzo uomo della foto: un asmatico di Coburg che da bambino regalò le sue scarpe nuove a un coetaneo scalzo, un macellaio dell'Esercito della Salvezza che si trovò sul podio sbagliato al momento sbagliato, e che con quattro parole sussurrate in uno spogliatoio cambiò la propria vita per sempre.


Matteo Cirillo in Pensieri a voce alta

Pensieri a voce alta

Reading · musica · comicità · 2024 · 90 minuti · con Matteo Cirillo, musica live Claudio Cirillo

«Pensieri a voce alta», con Matteo Cirillo e musica live di Claudio Cirillo, andato in onda con qualche pezzo anche su Raidue, è uno spettacolo comico e poetico, che celebra la semplicità, la bellezza e talvolta l'assurdità dei nostri piccoli pensieri quotidiani, spesso trascurati o sottovalutati, ma che in realtà formano la trama della nostra vita di tutti i giorni.

I pensieri sono come le onde del mare: vanno, vengono, s'increspano, s'infrangono e poi svaniscono. Dalle incertezze quotidiane, alle grandi questioni esistenziali, ogni pensiero diventa una storia, un monologo, un dialogo oppure una canzone. Pensieri comici, assurdi, poetici e di speranza, s'intrecciano dando vita ad un flusso di pensieri che induce lo spettatore a pensare: “questa cosa la penso anche io.”


Matteo Cirillo, voce narrante de Il Suono delle Immagini

Il Suono delle Immagini

Teatro musicale · 2026 · 90 minuti · con Matteo Cirillo, al pianoforte Giordano Maselli

Un film, prima ancora di essere visto, viene sentito. La musica entra in scena un attimo prima dei volti, accompagna i silenzi, anticipa le emozioni, senza colonna sonora, le immagini più potenti perdono metà della loro forza: è la musica che ci dice quando avere paura, quando commuoverci, quando sperare. “Il Suono delle Immagini” nasce da questa idea: dare voce a ciò che normalmente sta dietro lo schermo. Il pianoforte di Giordano Maselli riporta in vita i temi che hanno reso immortali film come Gladiatore, Harry Potter, Forrest Gump o La leggenda del pianista sull'oceano. La recitazione di Matteo Cirillo restituisce le parole dei personaggi e il pensiero dei compositori, raccontando cosa li ha mossi nel momento in cui hanno trasformato una scena in musica.

Da Contact a Taxi Driver, da Orgoglio e Pregiudizio a The Terminal, lo spettacolo intreccia musica e parola con un filo conduttore: il viaggio dell'essere umano tra solitudine e incontro, paura e coraggio, perdita e desiderio. Ogni immagine ha un suono, ogni suono, dentro di noi, diventa un'immagine, questo spettacolo è il punto esatto dove le due cose si incontrano.


Locandina di Aspettando una chiamata, un monologo di Matteo Cirillo

Aspettando una chiamata

Monologo Civile · 2015 · 70 minuti · con Matteo Cirillo

Monologo brillante e ironico sull'attesa del “lavoro della vita” delle giovani generazioni, uno spettacolo scritto e interpretato da Matteo Cirillo, vincitore del premio come Miglior attore e del Terzo Premio come Miglior Spettacolo alla rassegna “Autori sul cassetto, attori sul comò” 2015 del Teatro Lo Spazio.

La Repubblica garantisce a tutti i cittadini il diritto al lavoro”: sulla base dell'articolo 4 della Costituzione Italiana, un ragazzo aspetta fiducioso una chiamata che faccia valere questo suo diritto. “Il vero lavoro è saper attendere” dice più volte il ragazzo che nel frattempo si allena a possibili vite future, con le loro speranze, i loro sogni e le loro paure. Un giovane come tanti che con fiducia attende, ma da quanto tempo aspetta e per quanto tempo ancora dovrà aspettare sono domande che non hanno una risposta.

«Viviamo il nostro presente aspettando tempi migliori, aspettando che la crisi finisca, aspettando una chiamata di lavoro». Così noi “giovani” rimaniamo intrappolati nel tempo della giovinezza e nell'attesa di un “vero lavoro”. Da bambini sognavamo di fare l'astronauta, il calciatore o il medico; ora il nostro sogno si è trasformato in un “magari mi chiamano a lavorare al call center”; quelli più “fortunati” vengono chiamati, altri rimangono in attesa. Nell'attesa spesso si è da soli, nella solitudine o ritrovi te stesso oppure ti perdi; nell'attesa i pensieri prendono vita, nell'attesa la speranza è l'ultima a morire. Ma se muore la speranza cosa resta?».

«Aspettando una chiamata», in un susseguirsi di situazioni comiche, tragicomiche e drammatiche, cerca di riflettere con intelligenza sulla situazione contemporanea di un'intera generazione, giocando con un linguaggio fresco e diretto che prevede la rottura totale della quarta parete.